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scritti da poco
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qualcosa di me
"Pensare contromano è cercare domande. Nelle risposte poi trovi la strada. La tua strada, l'unica che davvero ti convince."
[Alessandro Accalai, gennaio 2012]
[Alessandro Accalai, gennaio 2012]
Sono nato mentre l’uomo passeggiava per la prima volta sulla Luna.
Che poi per ora quella è rimasta anche l’ultima. Da bambino sognavo sempre di andarci anche io sulla Luna. Sogni di bambino. Sogni da inseguire. Sogni che oggi vedo negli occhi di mia figlia. Sogni di innocenza. Sogni di serenità. Sogni nascosti nel suo sguardo intelligente. Sogni nascosti nella gioia che solo una bimba di 6 anni può trasmettere.
Dei miei genitori ho in dote valori preziosi. Rispetto e dignità. Ed onestà di pensiero. Sempre. Comunque. In qualunque situazione.
A quattordici anni distribuivo volantini pubblicitari nelle cassette della posta dei condomini della mia città. Per racimolare qualche lira e poter partire per la gita della terza media, quella sul Lago Maggiore. Perché in casa le priorità per mio padre e mia madre erano altre. Che c’erano tre figli piccoli da crescere. E l’opulenza degli anni ottanta non era certo riservata agli operai.
E per i figli degli operai era un lusso anche il liceo classico. Nella mia classe quel lusso era riservato ai figli della borghesia. E nonostante avessi dentro il dono della parola scritta bene e quella innata passione per le lettere il liceo restava un lusso. Per questo a diciannove anni avevo in mano un diploma di perito industriale e competenze preziose in informatica. Quella che avrebbe cambiato il mondo nei vent’anni successivi.
E l’Università, anche l’Università restava un lusso. Ma io le sfide le ho inseguite sempre. Anche quando la mia salute da bambino mi teneva appeso ad un filo. Ed un anno in ospedale è lungo da passare. Specialmente per una mamma poco più che ventenne. E specialmente se quell’ospedale dista ore ed ore di viaggio da casa.
Ho cercato ogni spazio utile per racimolare il necessario per pagare gli studi. Economia. Quattro anni. Prendere o lasciare. Senza perdere tempo. Che il tempo costa. Ho fatto l’amministratore di condomini, dato ripetizioni private, insegnato in scuole pubbliche e private. Sono stato arbitro di calcio, speaker in una radio privata e cronista di nera in un quotidiano locale.
Quando il mio relatore mi disse che la mia tesi non era pronta per poter essere discussa “con lode” risposi che alla lode ci avremmo pensato dopo. E così a venticinque anni argomentai brillantemente la mia tesi sulla politica agricola dell’allora CEE portando a casa i pieni voti ma non la lode. Ma in compenso tre mesi dopo arrivavo a Southampton. Un anno di studi per un master che prima ancora di lasciarmi in dono competenze accademiche si rivelò una grande scuola di vita. Senza confini. Capace di aprirmi a nuove prospettive. Mi insegnò a pensare con occhi sempre diversi.
Nelle multinazionali ho iniziato a lavorarci da subito. Sono una palestra. Per la professione. Per la vita. Cresci inquadrato. Cercando di non vivere altrettanto inquadrato. Pensare contromano aiuta a non concentrare il nostro vivere all’interno di schemi e di modelli. Il confine tra riuscire nel vivere piuttosto che limitarsi semplicemente ad esistere è tutto qui.
Quel confine è la nostra capacità di riuscire a pensare contromano.
www.centomilapassi.com è il mio blog.
Mi chiamo Alessandro Accalai, ho 42 anni. Di professione sono un manager. Ma sono anche un runner prestato al fundraising (sono ambasciatore di #forkidsforlife). Vivo a Sassari, in Sardegna.








